
Dermatite allergica da contatto e dermatite irritativa da contatto
Coordinamento a cura di Selene Nicolosi
Sintomatologie e decorso
La dermatite allergica da contatto (DAC) è una dermatite eczematosa mediata da meccanismo da ipersensibilità ritardata cellulo-mediata (tipo IV secondo Gell e Coombs).
Le lesioni si manifestano con eritema, edema, papule e vescicole, spesso accompagnate da prurito intenso. I sintomi possono peggiorare anche dopo la rimozione dell’allergene e nelle forme croniche compaiono lichenificazione, fissurazioni e desquamazione.
La dermatite irritativa da contatto (DIC) è una dermatite frequente, causata dal danno diretto della barriera cutanea da agenti chimici, fisici o ambientali. Sintomi iniziali, sono bruciore, dolore e sensazione di puntura; a differenza della dermatite allergica il prurito è solitamente più contenuto. L’esordio delle lesioni può essere acuto e comprendere anche lesioni bollose e necrotiche (ad esempio dopo esposizione a sostanze caustiche come acidi, basi, solventi e cemento) oppure cronico da esposizioni ripetute a irritanti più lievi (saponi, solventi, detergenti, “wet work”), con eritema, fissurazioni e secchezza.
Differentemente dalla DAC, nella DIC i sintomi tendono a regredire dopo la sospensione dell’esposizione.
Sedi
Nella DAC le sedi dipendono sostanzialmente dalle modalità di esposizione. Le più comuni sono mani (cosmetici, guanti, prodotti professionali, metalli), viso (cosmetici, allergeni aerodispersi e profumi) e piedi (componenti delle calzature), ma può manifestarsi anche diffusamente o configurarsi come sistemica in caso di esposizione sistemica in soggetti già sensibilizzati
La DIC invece colpisce soprattutto le mani (dita, dorso e palmo), sedi più esposte a sostanze chimiche e “wet work”, costituendo il 95% delle dermatiti occupazionali, ma può interessare anche avambracci, volto e altre aree di frizione.
Diagnosi differenziale
La diagnosi della DAC richiede l’esecuzione dei patch test per confermare la sensibilizzazione a uno specifico allergene; deve essere distinta da: DIC (assenza di meccanismo immunologico, test epicutanei negativi), dermatite atopica (storia clinica di atopia, distribuzione tipica delle lesioni) e altre malattie cutanee (psoriasi palmare, micosi).
La diagnosi di dermatite irritativa da contatto è invece una diagnosi di esclusione, non esistono infatti test specifici. Spesso si pone diagnosi dopo patch test negativi. Fondamentale, ai fini diagnostici, è l’accurata valutazione dell’anamnesi espositiva (agenti chimici irritanti, attività di wet work) e dell’andamento clinico della dermatite, decrescente, tipico della forma irritativa o, al contrario, crescente, caratteristico della forma allergica.
Nuovi biomarcatori immunologici e trascrittomici sono in studio per distinguere meglio DAC e DIC.
Terapia
Misure comuni per la terapia di DAC e DIC sono la rimozione o l’evitamento dell’agente causale, sia esso allergene o irritante, l’educazione del paziente con prevenzione primaria nei luoghi di lavoro ad alto rischio e la protezione cutanea (guanti appropriati, riduzione del “wet work”) e applicazione regolare di emollienti topici e creme barriera.
Nella DAC i corticosteroidi topici sono la terapia di prima linea e, per le forme croniche, possono essere utili gli inibitori della calcineurina. Quando la terapia topica non è sufficiente o nei casi gravi e/o diffusi, si rende necessario l’utilizzo di corticosteroidi sistemici o nei casi cronici e resistenti, di immunosoppressori o nuovi biologici (in studio ad es. JAK-inibitori e dupilumab).
Nella DIC, fondamentali sono le misure di prevenzione e riduzione dell’esposizione; nelle fasi infiammatorie acute è possibile applicare corticosteroidi topici.
Nell’eczema cronico delle mani da moderato a severo negli adulti per i quali i corticosteroidi topici sono inadeguati o inappropriati sono indicati il delgocitinib crema, inibitore topico delle Janus chinasi, e l’alitretinoina cps, appartenete alla classe dei retinoidi.
